Le pietre rivelate: le sculture dimenticate di Fabrizio Prevedello alla Galleria z2o Sara Zanin di Roma
Le pietre rivelate: un viaggio attraverso le sculture dimenticate di Fabrizio Prevedello alla Galleria z2o Sara Zanin di Roma
Nel cuore pulsante dellโarte contemporanea romana, la mostra “Distanze” di Fabrizio Prevedello si distingue per lโuso sapiente di materiali di recupero e pietre dimenticate. Presso la Galleria z2o Sara Zanin, lโartista, noto per la sua capacitร di reinterpretare la materia, mostra come le pietre, spesso considerate scarti, possano diventare protagoniste di installazioni che scavano nel tempo e nella memoria. La selezione di circa dieci opere, alcune delle quali provenienti dalla sua piรน recente produzione, offre uno sguardo innovativo sulle potenzialitร espressive di sculture dimenticate, di pietre rivelate attraverso un processo di ricerca e reinvenzione.
Fabrizio Prevedello e il recupero delle pietre: un dialogo tra natura e arte
Il percorso artistico di Prevedello si configura come un continuum tra lโambiente naturale e il processo creativo. Dalla Versilia, sotto le Alpi Apuane, lโartista si immerge in territori ricchi di storia geologica, raccogliendo frammenti di scarti di cava che altrimenti verrebbero dimenticati o abbandonati. Questo gesto, apparentemente semplice, assume profonde sfumature simboliche, riscoscendendo nel suo lavoro il rispetto per la natura e unโattenta lettura delle tracce lasciate dal tempo sui materiali.
Tra le opere esposte, emerge il significato di una pietra come elemento portatore di storie e memorie. Attraverso il riutilizzo di pietre di marmo e frammenti di cava, Prevedello riesce a ridare nuova vita a materiali che raccontano storie di sfruttamento, erosione e trasformazione. Questo processo si traduce in sculture che sono piรน di semplici oggetti: diventano narrazioni visive dove la pietra rappresenta il passato e il presente, un ponte tra il naturale e lโartificiale.
Le sculture dimenticate di Prevedello: tra materia e memoria
Le opere di Prevedello si caratterizzano per unโestetica che fonde il minimalismo con la poeticitร della materia grezza. Tra le sculture piรน emblematiche, “Belvedere” e “Accumulazione per scomparsa”, realizzate con marmo, cemento e acciaio, sottolineano un interesse profondo per i tracci e i segni lasciati dalle pietre involve nel tempo. La loro composizione si basa su un equilibrio instabile tra peso e leggerezza, tra il materiale di scarto e la forma definitiva, creando un senso di tensione e sospensione.
In una scena piรน ampia, questa tensione tra memoria e dimenticanza riflette una chiave interpretativa centrale dellโartista. Le sculture di Prevedello invitano lo spettatore a riflettere sul valore storico e simbolico delle pietre dimenticate, recuperate dalla natura o dallโabbandono umano. ร in questa dualitร che risiede la vera forza delle sue opere: la capacitร di trasformare frammenti di pietra in simboli di resilienza e rinascita artistica.
Le installazioni e le panchine come simboli di pausa e contemplazione
Tra le creazioni installative, le panchine di marmo e cemento come “Belvedere” invitano lo spettatore a fermarsi, a vivere un momento di pausa in un mondo che corre veloce. Questi elementi funzionali, rielaborati dall’artista, assumono un valore simbolico forte, diventando punti di osservazione del paesaggio circostante. La componente di convivialitร e riflessione si fonde con la matericitร della pietra, creando uno spazio che invita alla contemplazione.
Le panchine sembrano sfidare il passare del tempo, fungendo da testimoni silenziosi di memorie collettive e personali. La scelta di materiali poveri ma ricchi di potenza evocativa rafforza il legame tra le sculture e il territorio, sottolineando il ruolo di Prevedello come interprete e custode di un patrimonio dimenticato, ora riscoperto attraverso lโarte.
| Opera | Materiali | Dimensioni | Anno |
|---|---|---|---|
| Belvedere | marmo, cemento, acciaio, legno | 45 x 60 x 111 cm | 2025 |
| Ponte alle Cervaiole | marmo, carta, grafite, acciaio | 220 x 170 x 7 cm | 2018 |
| Accumulazione per scomparsa | marmo, gesso, legno, acciaio zincato | 100 x 70 x 25 cm | 2025 |
| Belvedere (panca) | marmo, cemento, acciaio, gomma | 46 x 60 x 108 cm | 2025 |
Il ruolo della pietra nel rinnovamento dellโarte scultorea moderna
La passione di Prevedello per la pietra si estende oltre la semplice componente estetica. La sua ricerca si inserisce in un contesto piรน ampio di riappropriazione culturale e contemporanea di materiali storici. La volontร di impiegare frammenti di scarti di cava o pietre abbandonate evidenzia unโidea di sostenibilitร che si integra con le pratiche artistiche piรน avanzate.
Questo approccio risulta evidente anche nella sua inchiesta sulle tracce di pietra nelle sculture, che analizza come le venature e i segni lasciati dal tempo possano diventare messaggi carichi di significato. La scelta di integrare materiali inediti e di trasformarli in opere di grande poesia contribuisce a ridefinire il ruolo della pietra, elevandola a simbolo di resilienza e innovazione nel panorama artistico contemporaneo.
In conclusione, Prevedello dimostra che le pietre dimenticate possano riscoprire una nuova vita attraverso la scultura, portando avanti una tradizione che parte dallโantico, rivisitata in chiave moderna.
Per approfondire le complessitร di questa metamorfosi materica, si puรฒ consultare la ricerca sulle tracce di pietra Piacentino o esplorare la vasta gamma di sculture abbandonate nel panorama italiano, simbolo di una bellezza dimenticata da riscoprire e riascoltare.
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